lunedì 4 giugno 2007

PSICOLOGIA DELL’EMERGENZA E INCIDENTI STRADALI

Nasce, presso le edizioni della Università Cattolica di Milano, i Quaderni di Psicologia dell’emergenza, il cui primo volume è dedicato agli incidenti stradali. La Psicologia dell’emergenza infatti non si occupa soltanto di calamità naturali o eventi drammatici improvvisi e di enorme portata, ma anche dei fenomeni meno noti, seppure sotto l’occhio di tutti come la pericolosità della strada. Gli incidenti stradali negli ultimi anni crescono a dismisura e rappresentano una forte causa di disagio non soltanto per i soggetti coinvolti, solitamente appartenenti alla fascia dei giovani adulti, ma anche al nucleo familiare. Un problema che richiede aiuto psicologico e grandi capacità di comunicazione. Vediamo perché.

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha di recente evidenziato come il problema degli incidenti stradali sia una piaga sociale nel nostro paese: si colloca infatti come secondo fattore di mortalità e soprattutto per quella fascia che va dalla maggiore età ai 29 anni. Si tratta come è ovvio, del noto “fenomeno del sabato sera”, ma non soltanto, dato che l’incidente avviene anche nelle fasce d’età più alte, e minori frequentatrici dei locali notturni. Vi sono coinvolti fattori ampi, che vanno dalla responsabilità personale, propria e altrui, alla sicurezza delle strade, agli agenti atmosferici e così via a comprendere tutti quei fenomeni che possono alterare o rendere difficile la guida corretta del veicolo.

Le vittime principali sono le persone direttamente coinvolte, che presentano spesso lesioni gravi o permanenti, diventando un serio problema per la famiglia che li ha a carico. La presenza di soggetti lesi o disabili a causa di un incidente automobilistico, tanto più se indotto per causa propria, instaura un clima difficile e contraddittorio all’interno del nucleo familiare, alterando i normali cicli di responsabilità e le caratteristiche della comunicazione.

I quaderni di psicologia dell’emergenza nascono per volontà di Fabio Sbattella e Marilena Tettamanzi, entrambi docenti dell’Università cattolica di Milano, che ne sono i curatori. L’iniziativa si affianca ai già affermati Quaderni di psicologia Clinica. Lo scopo di queste pubblicazioni sta nella trattazione di temi attuali, favorita anche dall’agilità di tempistica di pubblicazione degli stessi, unitamente al novero di ricerche nello specifico settore trattato, in modo da fornire strumenti operativi e operazionali per la gestione delle problematiche.

La trattazione degli incidenti stradali si incentra su due punti fondamentali che sono:
il rapporto famiglia-incidenti stradali;
la gestione del dolore, anche tramite il metodo del mutuo aiuto.
Il nucleo forte ruota attorno ai processi psicologici che avvengono nella mente del soggetto vittima dell’incidente non come unità isolata, ma come facente parte di un contesto più ampio, in un’ottica relazionale. A tal fine vengono presi in considerazione il contesto sociale e nello specifico il contesto familiare di appartenenza.

La psicologia della Comunicazione rinnova qui il suo aiuto in termini maggiormente clinici, ma si badi bene non diagnostici. Al di là delle tecniche che possono essere utilizzate, ha sottolineato il professor Sbattella in un recente incontro sulla comunicazione (metti link a post), la modalità dialogica permette di avviare un percorso circolare in cui nessuno aiuta qualcuno ma tutti aiutano tutti. Se non sappiamo più distinguere chi aiuta chi, la comunicazione diviene un flusso in cui tutti servono agli altri e le comunicazione diventa un flusso.


Foto by zombo 78

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