martedì 24 luglio 2007

L’ALTRUISMO MINATO DAL TESTOSTERONE

Un recente studio condotto da Terry Burnham presso la Harvard University, pubblicato su New Scientist, rivisita le regole della distribuzione evidenziando come elevati tassi di testosterone portino ad una collaborazione minore e a un rifiuto elevato delle divisioni in percentuali ingiuste. La spiegazione starebbe nel passato evolutivo di ciascuno di noi.

Le regole della ridistribuzione di risorse sono state studiate in numerosi ambiti. Uno strumento di rilevazione, trasversale alla psicologia e all’antropologia, consiste nel cosiddetto Ultimatum game.
Le regole che lo governano sono molto semplici. Il ricercatore affida una somma di denaro ad un primo soggetto, ad esempio Andrea e lo invita a dividere la somma con un secondo soggetto, Luca.
Se Andrea propone una divisione equa, o lievemente sbilanciata, Luca accetta. Se invece la proposta è evidentemente sbilanciata nei confronti del primo, Luca rifiuterà. Se il secondo soggetto non accetta però anche il primo perde la sua parte.

Burnham si è concentrata non tanto sull’atteggiamento di Andrea, ma sulle caratteristiche di Luca.
Ha misurato i livelli di testosterone dei partecipanti e ha ritrovato una correlazione positiva tra quanti presentavano livelli elevati di testosterone e la riluttanza ad accettare somme inique. I soggetti rifiutanti ad alto testosterone erano in numero maggiore rispetto a quelli con livelli inferiori.

La spiegazione del comportamento non è legata alla loro maggiore percezione di giustizia, bensì al contrario, sulla loro volontà di predominanza.
Evolutivamente i primati caratterizzati da livelli alti di testosterone tendono ad essere membri dominanti all’interno del gruppo, in posizione di controllo e superiorità rispetto agli altri. Dato che Andrea offre una somma inferiore a luca rispetto a quella che trattiene per sé, Luca non può accettare la proposta. Sarebbe l’equivalente di ammettere di avere meno potere sul proprio avversario e cedere il campo.


Foto by Violentz

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