Secondo una ricerca commissionata a GFK Eurisko dall'Ordine degli Psicologi della Lombardia e presentata presso l'Univesrità Cattolica di Milano è aumentato il numero di psicologi assunti nelle aziende: il trend del 2008 ha visto infatti la crescita di questa presenza professionale sia nel campo dei servizi, sia in settori nuovi. Vediamo tutti i dettagli.
domenica 1 febbraio 2009
AZIENDA E PSICOLOGO: CONNUBIO VINCENTE
Secondo una ricerca commissionata a GFK Eurisko dall'Ordine degli Psicologi della Lombardia e presentata presso l'Univesrità Cattolica di Milano è aumentato il numero di psicologi assunti nelle aziende: il trend del 2008 ha visto infatti la crescita di questa presenza professionale sia nel campo dei servizi, sia in settori nuovi. Vediamo tutti i dettagli.
martedì 21 ottobre 2008
MANAGEMENT DELLA CREATIVITA'
Negli ultimi anni è stata data sempre maggiore rilevanza al ruolo della creatività nelle organizzazioni aziendali. Sembra infatti condivisa dai più che la creatività sia alla base dell’impresa. Gli studi sulla creatività sono nati essenzialmente nell’ambito dell’antropologia, della sociologia, della psicologia e delle neuroscienze, e da ultimo sono stati trasferiti alle discipline economiche. Un esempio del crescente interesse verso la creatività sono i due giorni di colloquia proprio a riguardo di questo tema svolti presso la Harvard Business School. Il convegno ha coinvolto docenti e rappresentanti di aziende il cui nome è intrinsecamente legato alla creatività )come Google o IDEO). Partendo dalla definizione di creatività di Teresa Amabile (docente di sociologia presso la Harvard Business School), che descrive la creatività come la capacità di creare qualcosa di nuovo ed appropriato, sono stati discussi e sviluppati le seguenti tematiche, di cui riportiamo i punti salienti:
Incoraggiare la collaborazione: il ‘mito dell’inventore solitario’ può essere considerato ormai superato. Al giorno d’oggi i progetti più creativi si sviluppano a partire dalla collaborazione di più partecipanti. Il team deve essere organizzato non in modo gerarchico, ma sulla base di una struttura orizzontale, dove tutti gli elementi sono interdipendenti tra loro. Quando il team è composto ad hoc per il progetto, è necessario utilizzare tutti i mezzi per stimolare la creatività e coordinare lo sviluppo di nuovi prodotti. Gli strumenti sono svariati: dalle nuove tecnologie, alle metafore ed analogie, dalle storie ai prototipi, dei veri e propri ‘coordination totems’ (dalla definizione di Victor Seidel, dell’University of Oxford’s Saïd Business School) per la coordinazione dei pensieri.
Utilizzare differenti punti di vista: il team deve essere composto da diverse professionalità. La condivisione di apporti provenienti da molteplici discipline, diversi background e esperienze facilitano lo sviluppo di novità. Può essere così necessario anche affidarsi a risorse esterne all’azienda.
Motivare il team: la motivazione delle persone che si occupano di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti è cruciale e vitale al fine di ottenere un prodotto creativo. Questo è possibile in un clima in cui le persone possano sentirsi libere ed indipendenti. Con questo si intende libertà di scegliere e programmare i progetti in base ai propri interessi e capacità, ed indipendenza anche dal punto di vista degli orari. Sebbene gli incentivi monetari possano essere d’aiuto, è più importante la sfida intellettuale, l’indipendenza ed una sincera approvazione da parte della sfera dirigenziale.
Imparare dagli errori: gli errori devono essere considerati come fonti di conoscenza e come possibilità di miglioramento. Poiché è facile incorrere in scelte sbagliate in fase di progettazione, è meglio considerarne la possibilità piuttosto che eliminarli dal possibile panorama aziendale. Questi accorgimenti aiutano ad instaurare un clima di stabilità e sicurezza psicologica
Il ruolo del leader: il manager dovrà innanzitutto mappare il processo e riconoscere le differenti fasi, mettendo a disposizione le tecnologie necessarie. Dovrà porsi nei confronti del proprio team di ricerca e sviluppo, come un ‘pastore’, che guidi il suo gruppo proteggendolo da un potenziale contesto ostile. E’ necessario che venga creata una struttura interagente, un network di unità, senza l’intervento di ‘forme burocratiche’. Il manager dovrà aiutare il team di ricerca e sviluppo, adottando un atteggiamento motivatore e non indagatore: porre le domande nel modo giusto e apprezzare il lavoro del team. Tuttavia il manager dovrà anche acquisire un ruolo meno benevolo e scartare le idee e il materiale che non offre potenzialità. Questa funzione di scelta può essere però delegata a filtri esteri l’organizzazione. Infine il manager dovrà sforzarsi di integrare i contributi provenienti dai vari settori ed elementi in modo da creare un tutt’uno omogeneo. E’ questa la vera sfida per il manager, ossia muoversi ed esercitare la propria leadership in un contesto ambiguo ed incerto dove non sono chiari i ruoli. Per leggere l’articolo originale clicca qui Foto by Lessio
lunedì 13 ottobre 2008
IL LEADER NARCISO
martedì 3 giugno 2008
IL BULLO IN UFFICIO

Il bullo non si trova solo tra i banchi di scuola, ma spesso tra le mura dell’ufficio. Capi prevaricatori e propotenti, che umiliano i propri sottoposti sono all’ordine del giorno, tanto che si può parlare di bullismo sul lavoro.
Quando si parla di bullismo, si pensa esclusivamente ad un fenomeno che coinvolge adolescenti e bambini. In realtà si incontrano bulli ovunque, spesso sul posto di lavoro. Questi bulli sono capi prevaricatori e prepotenti, che sono soliti umiliare i propri colleghi e subalterni. Questo fenomeno è ampiamente diffuso, come dimostrato da ricerche effettuate in gran parte del mondo, tra cui Austria, Australia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Finlandia, Francia, Irlanda e Sudafrica.
Charlotte Rayner ha condotto ricerche approfondite sul tema in Gran Bretagna, dove risulta che circa il 30% dei lavoratori inglesi ha rapporti con un bullo almeno una volta la settimana. In particolare, il più alto tasso di bullismo si registra nelle carceri, nelle scuole e nel sistema postale. Secondo il “Terzo rapporto europeo sulle condizioni sul lavoro”, il 9% dei lavoratori è vittima di prepotenze e intimidazioni reiterate.
Studiosi americani, preferiscono parlare di abuso psicologico, piuttosto che di bullismo. Christine Pearson ha svolto ricerche sul tema dell’inciviltà sul lavoro. Negli Stati Uniti, il 10% dei dipendenti intervistati dichiara di aver assistito ad episodi di quotidiana inciviltà ed il 20% ne è stato vittima almeno una volta. In Canada le percentuali registrate sono addirittura superiori: il 25% assiste quotidianamente ad episodi di inciviltà e il 50% ne è stata vittima.
Interessanti approfondimenti sul tema sono racchiusi nel libro “Il metodo antistronzi” di Robert I. Sutton, edito da Elliot, e nelle librerie gia da qualche mese. Il libro è di carattere divulgativo, ed adatto ad un vasto pubblico, riporta interessanti ricerche.
Foto by danzden
sabato 17 novembre 2007
RISULTATI SONDAGGIO
Il sondaggio Parolacce in ufficio ha confermato quanto emerso dalle ricerche.Anche per voi quindi il turpiloquio si rivela una soluzione per sfogare ansie e allentare il clima. Un'unica controindicazione: la pratica funziona soltanto se condotta entro i limiti della decenza e gli insulti sono rivolti in modo scherzoso o diretti a cose e non contro colleghi e superiori.
Siete pronti per il nuovo sondaggio?
