lunedì 8 settembre 2008

MADRI PIU' ATTENTE CON IL PARTO NATURALE

Far nascere il bambino con un parto naturale facilita l’instaurarsi del rapporto madre figlio. Secondo i ricercatori del Child Study Centre della Yale University, gli ormoni rilasciati durante il parto naturale influiscono sul rapporto madre e figlio. Il dibattito tra i sostenitori del parto naturale e i sostenitori del cesareo è da lunghi anni aperto. Certo è che nella società moderna, a causa dell’innalzamento dell’età media delle madri, la tendenza è quella di preferire il cesareo a quello naturale. Tuttavia, secondo una recente ricerca della Yale University, il parto naturale sarebbe da preferire poiché faciliterebbe la relazione madre figlio. Questo è dovuto non all’esperienza difficile e nello stesso tempo magnifica della nascita, ma a causa degli ormoni rilasciati durante il parto. James Swain e il suo gruppo di ricercatori del Child Study Centre della Yale University, ha monitorato un gruppo di madri per 30 giorni dopo il parto naturale, utilizzando tra gli altri strumenti la risonanza magnetica funzionale. In particolare lo studio ha riguardato l’ormone ossitocina, che viene rilasciato, durante il parto naturale dall’ipofisi per stimolare le contrazioni. Il suo effetto però non terminerebbe qui, ma si protrarrebbe anche dopo il parto facilitando l’attaccamento madre-figlio. Infatti, agendo sui nuclei lenticolari, faciliterebbe l’interpretazione da parte della madre dei segnali del bambino. Secondo questa ricerca, pubblicata sulla rivista “Journal of Child Psychology”, il parto naturale determinerebbe nella madre una predisposizione ai cambiamenti fisiologici e psicologici necessari per accudire il bambino. Nello stesso tempo lo studio getta una nuova luce sulla possibile correlazione tra parto cesareo e depressione post- partum, come spiega James Swain: “Pensiamo che il taglio cesareo alteri l’esperienza neuro ormonale della nascita diminuendo la sensibilità del cervello materno nel periodo postpartum.” . Il futuro capitolo di questa ricerca potrebbe dunque essere l’analisi delle aree cerebrali attivate a seguito del parto cesareo e la loro influenza sulla depressione post-partum.
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giovedì 24 luglio 2008

L’AMORE? VIENE COL TEMPO

La ricerca sicuramente più curiosa è quella pubblicata sul British Medical Journal a opera dell’Istituto di Neuroscienze di Goteborg. L’amore, lungi dall’affievolirsi con l’età, pare aumentare negli ultrasettantenni che dichiarano di avere una libido più libera e una vita sessuale più soddisfacente. Vediamo i dati.

La ricerca è stata condotta su 1500 intervistati negli ultimi trent’anni, un campione ingente, compatto nelle proprie risposte. Il sesso? Di più e meglio in età anziana. Il fenomeno però pare recente, infatti le settantenni di oggi sono, al pari delle loro coetanee di settant’anni fa, più soddisfatte e più aperte alle esperienze sentimentali e vivono meglio il rapporto con il proprio corpo.

Se non bastasse, i ricercatori hanno stilato delle percentuali relative al numero di rapporti col passare del tempo, che sono cresciuti sia nel caso di soggetti coniugati, che nel caso dei single. I dati sono stati raccolti in tre momenti:
1 primo colloquio (1971): soggetti nati tra 1901-1902
2 secondo colloquio (1976): soggetti nati tra 1906-1907
terzo colloquio (1992): soggetti nati nel 1922
Le percentuali sono visibili nella tabella:


Le differenze non sono soltanto relative alla quantità d’amore ma anche alle percezioni dei soggetti. Il miglioramento maggiore lo rivelano le donne che raggiungono più facilmente e più volte l’orgasmo, mentre gli uomini registrano un abbassamento dell’ansia da prestazione.

Al di là dei numeri, questa ricerca ci dice che forse forse tutte quelle storie sull’amore eterno non erano tavolette. E se proprio amore eterno non sarà., per lo meno si preannuncia piacevole.

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mercoledì 23 luglio 2008

PSYCHO-FLASH: SI LAUREA A 92 ANNI!

Il traguardo di Adriana Jannilli va ricordato per la sua tenacia e la sua dedizione: dopo aver già conseguito due lauree, una in Lingue Orientali e l’altra in scienze Economiche, l’età non ha scoraggiato la pluri-dottoressa.

La tesi di laurea è stata regolarmente discussa dalla novantenne e il suo argomento è relativo, cosa che ci fa ovviamente molto piacere, alla Psicologia delle organizzazioni nell’ambito della pubblica amministrazione. Nello specifico la tesi ha ripercorso le tappe dell’emencipazione femminile nell’ambito del lavoro.

I nostri migliori complimenti alla neo-laureata!

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martedì 22 luglio 2008

PSYCHO-FLASH: ITALIANI EQUILIBRATI

Sono stati recentemente pubblicati i dati relativi a un sondaggio condotto dalla Doxa-Aequilibrium sullo stato di equilibrio e benessere percepito dagli italiani.

E’ emerso che ben 9 persone su 10 si dichiarano in equilibrio con se stesse, tuttavia si rilevano variazioni in base all’età. I più a rischio sono i giovani adulti tra i 25 e i 34 anni, mentre nella fase 15-24 e in persone oltre i 55 anni il grado di equilibrio è maggiore.

I risultati hanno inoltre stilato una classifica degli eventi maggiormente stressanti e di quelli invece che favoriscono un buon benessere: tra i primi incidono soprattutto il rapporto con il cibo e le relazioni affettive; queste ultime però, unite alla possibilità di parlare e sfogarsi con altre persone fanno anche parte dei fattori di resilienza. L’attività fisica, lungi dal venire dimenticata occupa una buona posizione nella top ten, il che ci rimanda un po’ all’antico adagio greco mens sana in corpore sano.

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PSICOANALISI DEL BISOGNO SOCIALE

L’immagine della psicoanalisi moderna sta cambiando: gli insegnamenti di Freud e Lacan ora si aprono a un pubblico più vasto e permettono a chi si trova in difficoltà di confrontarsi con se stesso. L’iniziativa nasce ad opera dell’Istituto freudiano di Roma e Milano che ha aperto rispettivamente nelle due città i centri di ascolto CeCli. Ecco di cosa si tratta.

I CeCli sono centri clinici di psicoterapia e psicoterapia applicata che offrono ai cittadini la possibilità di accedere a un ciclo di 10, massimo 15, sedute di terapia, sopperendo spesso alla povertà di servizi offerti dal sistema sanitario nazionale. Le sedute sono gratuite e spesso bastano da sole a risolvere il problema, quando invece il caso sia più grave o richiede del tempo è possibile proseguire gli incontri presso lo stesso servizio o liberamente presso altri professionisti.

L’iniziativa nasce dalla domanda molto diffusa, ma difficile da esprimere della buona parte dei cittadini, per la maggioranza appartenenti al ceto medio, che vivono con difficoltà e malessere la crisi sociale odierna, a partire dalle difficoltà economiche e di qualità della vita per arrivare alla mancanza di punti di riferimento.

Ma chi accede a questo servizio? Sicuramente sono in molti: il solo centro milanese registra dalla data della sua apertura (cinque mesi fa) oltre cento richieste delle quali già 60 sono state accolte. La maggioranza degli utenti sono di sesso femminile, ma anche gli uomini apprezzano la possibilità (40% dell’utenza).

La tempistica è particolare, trattandosi si una terapia breve a breve termine: non ci sono incontri bi o tri-settimanali, ma scadenze decise caso per caso volte a sfruttare al meglio le occasioni limitate di incontro.

Le tematiche inoltre sono strettamente legate all’ambiente sociale e alla vita urbana: tra i problemi più frequenti si trovano studenti universitari in crisi da studio, lavoratori precari, fino avere e proprie patologie specifiche quale la dipendenza dallo shopping o problemi di ordine alimentare, senza contare le tossicodipendenze o malattie mentali di una certa rilevanza che il SSN non è riuscito ad assorbire.

Questa apertura della psicoanalisi al sociale, per quanto si tratti ancora di casi sporadici, fa ben pensare: è ora il momento adatto in cui aprire le scoperte e i metodi della professione verso una società bisognosa certo, ma soprattutto consapevole, ora più che nel secolo scorso, dell’importanza e della forza del lavoro su se stessi e sulla propria regolazione.

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