giovedì 10 maggio 2007

PSICOSI E TOSSICODIPENDENZA SENZA PREGIUDIZI

La Società Italiana di Psichiatria promuove un corso che ha avuto il via a Roma il 7 maggio. L’obiettivo è di far luce, grazie all’intervento di molteplici esperti e dei diretti interessati, un quadro esauriente e quanto più possibile realistico del fenomeno dell’assunzione di alcool e droghe in pazienti affetti da malattie psichiatriche. Tale relazione, purtroppo bollata negli anni recenti come vizio e causa di emarginazione e rifiuto, è tuttora incerta dal punto di vista scientifico ed è proprio l’obiettivo del corso fare luce sui meccanismi sottostanti.
L’iniziativa farà tappa per tutto il mese nelle principali città italiane.

Il corso, intitolato “Cannabis, alcol e disturbi psicotici”, è coordinato dal presidente della società Italiana di Psichiatria Mariano Bassi, e prevede la partecipazione di numerosi studiosi. Tra le personalità accademiche saranno presenti F. Schifano, G. Carrà e Massimo Clerici, mentre numerose saranno anche la partecipazione di operatori delle ASL.

Gli obiettivi principali sono due:
  1. formare giovani psichiatri alle tematiche della droga e dell’alcool, favorendo una loro partecipazione attiva e confronti con esperienze dirette di pazienti e soggetti in fase di ristabilimento;
  2. giungere ad una spiegazione condivisa delle motivazioni che spingono i pazienti psicotici a fare uso di sostanze tossiche.

La relazione tra le malattie mentali e la tendenza a fare uso di stupefacenti è conosciuta già da una trentina d’anni, ma le spiegazioni al merito sono per ora sommarie e molto spesso circoscritte al singolo caso. Per evitare che tale indeterminatezza porti a risvolti sociali svantaggiosi per chi si trovi in situazione di addiction suo malgrado, il corso intende dibattere alcuni punti di interesse:

  • prima fra tutti l’epidemiologia, così da fare luce sui casi che si attestano ora ad una percentuale pari quasi al 50% dei malati psichici;
  • in seguito un’analisi attenta di tutti i fattori di rischio correlati alla psicosi e all’ambiente circostante;
  • infine la relazione tra il primo insorgere della malattia e l’assunzione di stimolanti, e il loro successivo strutturarsi.

Non da ultimi verranno esaminati con particolare attenzione ai casi clinici tutti i possibili modelli di intervento con le loro opportunità di cura e le rispettive indicazioni.

Foto by graehu

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